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 | Corso di nivologia (Caratteristiche della neve al suolo - 1° parte) |

CARATTERISTICHE DELLA NEVE AL SUOLO
Abbiamo visto come i vari tipi di metamorfismo modificano le caratteristiche di forma e coesione dei cristalli una volta caduti al suolo.
Descriviamo adesso le caratteristiche fisiche che il manto nevoso presenta al suolo. Nel manto nevoso, in cui si possono riconoscere strati diversi in relazione alle nevicate, si possono rilevare cristalli caratterizzati da diverso tipo e diverso grado di avanzamento dei metamorfismi, che danno, a ciascuno strato, caratteristiche meccaniche diverse. Queste, per quanto concerne la stabilità della neve, si traducono in valori diversi di coesione, di plasticità, di densità, di angoli di attrito, nonché di resistenza alle forze di compressione e di taglio.
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Postato da redazione il Venerdì, 30 aprile @ 12:19:03 CEST (84 letture)
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 | Corso di nivologia (Trasformazioni della neve al suolo - 3° parte) |

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Vediamo in dettaglio i vari tipi di metamorfosi legate alla temperatura:
a) Metamorfosi da isotermia (metamorfismo distruttivo)
Questo metamorfismo si produce quando la variazione di temperatura (gradiente) nel manto nevoso è debole o nulla (GT < 0,05 °C/cm); tende a distruggere le belle forme iniziali dei cristalli e a dar loro, progressivamente, una forma finissima e rotondeggiante, con dimensioni dell'ordine dei decimi di mm. |
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Postato da redazione il Lunedì, 15 marzo @ 12:12:31 CET (131 letture)
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 | Corso di nivologia (Trasformazioni della neve al suolo - 2° parte) |

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I metamorfismi della neve
A terra, essendo mutato radicalmente l'ambiente in cui i cristalli vengono a trovarsi rispetto a quello di formazione nell'atmosfera, essi cominciano a subire una serie di trasformazioni.
Nel nuovo ambiente, infatti, sono soggetti a condizioni fisiche (pressione, umidità, temperatura, ecc.) diverse che determinano l’innescarsi delle trasformazioni (o metamorfismi).
Il termine metamorfismo comprende le variazioni di forma dovute principalmente alla temperatura (flusso di calore) e alla pressione.
Le trasformazioni a cui può essere sottoposta la neve al suolo si possono dividere tra 2 principali categorie:
- Metamorfismo della neve asciutta
- Metamorfismo della neve bagnata
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Postato da redazione il Sabato, 06 marzo @ 15:57:08 CET (309 letture)
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 | Corso di nivologia (Trasformazioni della neve al suolo - 1° parte) |
 TRASFORMAZIONI DELLA NEVE AL SUOLO
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Per ben capire le trasformazioni a cui la neve è sottoposta una volta
raggiunto il suolo, è necessario descrivere brevemente il fenomeno
fisico della trasmissione del calore in un corpo. Trasmissione del calore nel manto nevoso
Nella trasformazione del manto nevoso (il “metamorfismo della neve”) è di primaria importanza aver presente come l’energia termica si propaga. In generale il calore si può trasmettere in tre modi:
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Postato da redazione il Martedì, 23 febbraio @ 21:57:28 CET (358 letture)
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 | Corso di nivologia (La caduta della neve al suolo - 1° parte) |

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LA CADUTA DELLA NEVE AL SUOLO
La caduta del cristallo di neve: le idrometeore In meteorologia sono così chiamati i prodotti di condensazione o sublimazione del vapore acqueo che interessano il suolo o l'aria subito sovrastante.
Per lo studio della neve è importante saper riconoscere e rilevare le diverse idrometeore in quanto molte di esse hanno effetti particolari sulla possibilità di saldatura fra gli strati o col terreno, sulla permeabilità della neve superficiale, sugli scambi termici e di umidità.
Vediamo, in sintesi, le principali forme di idrometeore in montagna:
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Postato da redazione il Domenica, 10 gennaio @ 18:13:37 CET (306 letture)
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 | Corso di nivologia (La genesi della neve - 1° parte) |

LA GENESI DELLA NEVE
La formazione delle nuvole
La formazione delle nuvole e dei conseguenti fenomeni di precipitazione sono un fenomeno complesso, legato al fatto che l'acqua in natura può essere contemporaneamente presente nei tre stati di solido (ghiaccio), liquido (acqua) ed aereiforme (vapore).
Le nuvole sono costituite principalmente da microscopiche goccioline d’acqua del diametro di 10-50 micron in sospensione nell'aria.
Ricordiamo che 1 micron è uguale ad un millesimo di millimetro.
Queste micro-goccioline derivano dalla condensazione di miliardi di molecole di acqua (H2O) del vapore acqueo, gas invisibile contenuto nell'aria.
Questo fenomeno di condensazione si produce attraverso il raffreddamento della massa d'aria (tipico esempio è la condensazione del vapore contenuto nel nostro fiato quando questo incontra un vetro freddo, appannandolo).
Affinché le nuvole si formino è necessario che ci sia una elevata concentrazione di vapore acqueo (aria umida) e che siano presenti polveri (da 0,2 a 10 micron) chiamate nuclei di condensazione.
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Postato da redazione il Mercoledì, 23 dicembre @ 09:11:17 CET (373 letture)
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 | Corso di nivologia (Appendice - 2° parte) |
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Postato da redazione il Domenica, 13 dicembre @ 22:41:21 CET (156 letture)
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 | Corso di nivologia (Appendice - 1° parte) |
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Postato da redazione il Giovedì, 26 novembre @ 22:03:24 CET (359 letture)
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