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 Corso di nivologia (Caratteristiche della neve al suolo - 1° parte)

Tutto sulla tecnica ed i materiali

CARATTERISTICHE DELLA NEVE AL SUOLO

Abbiamo visto come i vari tipi di metamorfismo modificano le caratteristiche di forma e coesione dei cristalli una volta caduti al suolo.
Descriviamo adesso le caratteristiche fisiche che il manto nevoso presenta al suolo.
Nel manto nevoso, in cui si possono riconoscere strati diversi in relazione alle nevicate, si possono rilevare cristalli caratterizzati da diverso tipo e diverso grado di avanzamento dei metamorfismi, che danno, a ciascuno strato, caratteristiche meccaniche diverse.
Queste, per quanto concerne la stabilità della neve, si traducono in valori diversi di coesione, di plasticità, di densità, di angoli di attrito, nonché di resistenza alle forze di compressione e di taglio.



Classificazione del cristallo nell’analisi stratigrafica
Risulta evidente l'importanza dell'analisi cristallografica del manto nevoso a terra per determinare la coesione del manto nevoso ed la presenza di pericolo di valanga.
Occorre quindi dare alcune definizioni di base fondamentali per descrivere in modo corretto i vari tipi di manto nevoso.
Si definiscono due tipi di angoli di attrito dai quali dipende il meccanismo di deposito della neve e del distacco di valanga su un pendio:

  • Angolo di attrito statico: inclinazione massima di equilibrio oltre la quale quel tipo di cristallo, se asciutto ed incoerente, si pone spontaneamente in movimento.
  • Angolo di attrito dinamico: inclinazione sufficiente perché il cristallo, una volta in moto, si mantenga in movimento.

Quest'ultimo è sempre inferiore al primo.
Gli angoli di attrito sono funzione della forma dei grani e della loro coesione, ma, poiché la neve, per effetto dei metamorfismi, cambia continuamente forma e coesione, anche questi angoli sono soggetti a continui mutamenti.
Per questo possiamo vedere che la neve fresca può stare in equilibrio, grazie alla sua forma ed alla coesione feltrosa, anche su pendii inclinati fino a 80°; quando, però, subentrando il metamorfismo da isotermia, viene a mancare la coesione feltrosa e la forma del cristallo cambia e si mette in moto…

In sintesi, per ogni tipo di trasformazione, la neve assume angoli di attrito diversi.

I ricercatori hanno appurato che la neve fresca, nella sua trasformazione fino a neve farinosa, occupa una gamma di angoli di attrito statico che va da circa 85° fino a 38° ed una gamma di angoli di attrito cinetico che va da 35° a 23°.
Il valore di questi angoli sale nuovamente quando la trasformazione avviene per effetto del gradiente e la neve passa dalla forma di neve farinosa assestata (con angolo di attrito statico di 38° e cinetico di 23°) alla forma dei cristalli a di brina di profondità che sono caratterizzati da un angolo di attrito statico di 48° ed un angolo di attrito cinetico di 35°.
Poiché il metamorfismo da isotermia è il più rapido, si può dedurre che durante o subito dopo la nevicata, la neve può permanere poco tempo su pendii fino di 85°, ma deve portarsi rapidamente su inclinazioni di 35°.

Ciò significa che i pendii a inclinazione più elevata e quelli esposti a temperature più alte, tendono a scaricarsi subito, mentre quelli ad inclinazione meno elevata tendono ad accumulare molta neve che, per scaricarsi, necessiterà di una causa ulteriore che vada ad aggiungersi al peso.

Facendo un confronto fra gli intervalli tra gli angoli di attrito statico e quelli di attrito cinetico si può dedurre che i pendii al di sopra dei 48° scaricano perlopiù spontaneamente valanghe di neve a debole coesione nei primissimi giorni dopo la nevicata (prima quelli più caldi e dopo quelli più freddi) , mentre sui pendii compresi fra i 28° ed i 48° la neve si accumula, e le eventuali valanghe sono, in genere, di lastroni e si scaricano più facilmente se sono soggette a sollecitazioni.
Di seguiti si riporta schematicamente la tipologia generale dei cristalli che si possono trovare in un profilo e le loro caratteristiche più significative:

  • Neve fresca (codice 1 o simbolo + + +): cristalli in cui è ben riconoscibile la forma originaria. Angolo di attrito statico 70° - 90°, come dimostra il fatto che i fiocchi dendritici, grazie alla coesione feltrosa, possono fermarsi anche su pareti verticali.
    Angolo di attrito dinamico 10° - 15°, quindi una valanga di neve fresca, pur se radente e non nubiforme, può rimanere molto veloce anche su pendenze ridotte, quindi è pericoloso transitare alla base di un versante subito dopo un'abbondante nevicata, viceversa, una volta partita, la valanga scarica praticamente tutti i versanti sottostanti che risultano quindi sicuri fino a nuovo deposito.
    Peso: 20 - 200 kg/mc.
  • Neve recente (codice 2 o simbolo / / /): cristalli ancora brillanti e semitrasparenti, irregolari ma prevalentemente piatti con bordi spigolosi, forme originarie non o solo parzialmente riconoscibili.
    La neve ha già subito una prima metamorfosi meccanica per naturale assestamento o per effetto del vento.
    Attrito statico 50° - 70°.
    Attrito dinamico 25° - 35°.
    Peso: 80 - 250 kg/mc.
  • Neve vecchia o granulosa (codice 3 o simbolo - - -): grani opachi, discoidali con facce e bordi arrotondati, in genere collegati tra di loro da sottili ponti di ghiaccio.
    Si forma per metamorfosi da isotermia e fornisce una buona stabilità al manto.
    Attrito statico 35° - 50°.
    Attrito dinamico 23° - 25°.
    Peso: 200 - 500 kg/mc.
  • Neve a "sale grosso" (codice 4 o simbolo       ): grani prismatici o quasi, con spigoli vivi e faccette piane brillanti che deriva dall'azione della metamorfosi da gradiente, in genere ha scarsa coesione.
    Attrito statico 50°.
    Attrito dinamico 25° - 35°.
    Peso: 200 - 500 kg/mc.
  • Brina di fondo (codice 5 o simbolo ^^^): cristalli brillanti, striati, prismatici o a calice cavo che rappresenta la fase finale della metamorfosi da gradiente, sempre a minima coesione e con larghi spazi tra i singoli cristalli per cui costituisce uno strato debole ed instabile.
    Attrito statico 50°.
    Attrito dinamico 35°.
    Peso: 250 - 450 kg/mc.
  • Neve da fusione (codice 6 o simbolo OOO): grossi grani sferici, opachi, circondati da acqua o inclusi in croste di ghiaccio.
    Se imbevuta di acqua liquida gli angoli di attrito sono di pochi gradi.
    Peso 500 - 750 kg/mc.

Codice Descrizione della forma Simbolo
convenzionale
Angolo attrito
statico
Angolo attrito
cinetico
Peso
(Kg/mc)
1 Cristalli vicini alla forma originale; neve fresca + + + 70° - 90° 10° - 15° 20-200
2 Forme irregolari / / / 50° - 70° 25° - 35° 80-250
3 Grani arrotondati; senza spigoli vivi; neve granulosa - - - 35° - 50° 23° - 25° 200-500
4 Cristalli con spigoli vivi e faccette piane lucenti         50° 35° - 50° 200-500
5 Cristalli cavi s calice; neve scorrevole ^^^ 50° 35° 250-450
6 Grani grossi rotondi; neve marcia, primaverile, umida OOO Pochi gradi se la neve è imbevuta d'acqua 500-750




 
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